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Eccone un altro, parlo di un altro motore di ricerca per mp3, questa volta in stile google (almeno il logo) e per metà copiato da Woozme, un altro noto motore di ricerca per mp3.
Ebbene sì, eccone un altro, dopo le varie liste di siti per mp3 che vi ho proposto ecco che ne spunta fuori un altro, whatmp3.net

Come già ribadito più volte, Whatmp3 è un, ormai, classico motore di ricerca per mp3, ancora giovane ma non ha nulla di nuovo, se non fosse per il fatto che mette a disposizione un plugin per firefox per velocizzare la ricerca.
Moltissime volte gli utenti si lamentano del proprio client p2p per la lentezza con cui scarica.
Ovviamente il programma non è stato configurato correttamente, ma moltissime persone non sono in grado di renderlo ottimale poichè le loro conoscenze non sono sufficienti.

Probabilmente leggendo il titolo di questo articolo, avrete pensato ad un pesce d’aprile un pò troppo fuori stagione, ebbene non è cosi. Infatti la nuova legge sul diritto d’autore, permette di pubblicare file mp3, teoricamente protetti dal copyright. Infatti il Ministero dei Beni Culturali, che ha modificato la legge, ha aggiunto un comma importantissimo per tutti coloro che scaricano illegalmente musica in mp3.
Nel quale comma si legge “È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro“. Ovviamente chi ha fatto questa modifica non si è reso conto dell’importanza del termine degradate, dato che come tutti voi sapete, un file musicale “degradato” o a bassa risoluzione è un file mp3.
Per cui questa postilla permetterà di pubblicare liberamente con qualsiasi mezzo musica protetta dal diritto d’autore. Purtroppo per alcuni e per fortuna di altri, il termine degradato non può essere cambiato. Quindi quando il decreto, che intanto potrà essere rallentato, diverrà legge si creerà molto caos in ambito giudiziario, dato che il comma presenta molti scenari d’applicazione.
Enzo Mazza, presidente della FIMI, ha dichiarato di essere sicuro che con quel “uso didattico” s’intendano istituzioni accademiche, ma come alcuni osservatori fanno notare la nostra costituzione sancisce il diritto per tutti i cittadini di fare una divulgazione didattica e scientifica. Staremo a vedere quello che succederà, certo l’Italia ne esce con una pessima figura, dato che ,permettetemi di dire, l’ignoranza tecnologica di chi governa è davvero mostruosa, Italia.it docet.
Fonte: Geekissimo.com
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