Archivio per la categoria 'Linux'
Molti utenti che sono passati a vista, poco più di un anno fa nel giorno stesso della sua uscita in Italia, hanno dovuto abbandonare il caro e amato xp per installare nelle loro macchine un sistema operativo “succhia risorse”. Molti lo hanno dovuto fare per lavoro, molti per necessità, altri per sperimentare la nuova creatura di mamma Microsoft, ma di certo molti di loro si sono pentiti e son voluti immediatamente tornare indietro.
Questo però non gli era totalmente possibile proprio perché alcuni di loro dovevano usarlo per lavoro e non ne potevano fare a meno, ma un giorno passato ad usare Vista con un PC non molto potente è da suicidio. Per questo molti si sono mossi per realizzare un dual boot tra XP e Vista. Oggi vi insegnerò a realizzare un dual boot tra Vista e un qualsiasi altro sistema operativo e in qualsiasi momento toglierlo.

A molti di voi sicuramente dispiace non poter utilizzare Google Doc o Google reader quando non collegati alla rete. Per fortuna BIG G ci viene in aiuto con “Google Gears“!
Google Gears non è altro che un’ applicazione open source e un plugin per il vostro browser che potete usare per sincronizzare applicazioni online con il vostro computer, quando sprovvisti di connessione internet.
Lavora sia in Firefox che in Internet Explorer ed è supportato sia in Linux che in Windows che in Mac e Windows Mobile.
Come molti prodotti google, è ancora in beta, ma lavora tranquillamente in assenza quasi totale di bug.
Vediamo ora come funziona:
“Installa un database engine, basato su SQLite,
sul sistema del client per archiviare in locale i dati.
Le pagine così abilitate da Google Gears utilizzano i dati
della cache locale al posto dei servizi on-line.” (cit. Wikipedya)
Tuttora i Servizi supportati da questa applicazione sono:
-Google reader
-Zoho writer
-Google Docs
-Remeber the milk
Ma vediamo come procedere all’installazione:

BongoLinux.com, noto aggregatore di feed per blog riguardanti linux o il mondo dell’open-source, di cui faccio parte anch’io in parte, ha cambiato veste grafica, effettuando un totale restyling basato su un tema a 2 colonne e un footer diviso in 3 parti.
Il tema è stato fatto da DiploD, l’autore di moltissimi template per varie piattaforme, autore anche del tema base che ho modificato per arrivare a quello che ho ora. Analizziamo insieme quali sono le parti forti di questo fantastico template per wordpress dal quale prenderò sicuramente ispirazione per una prossima versione del mio tema.
Qualche tempo fa ho parlato di come installare sistemi operativi senza correre rischi sul proprio pc, grazie all’aiuto di un famoso programma, Innotek VirtualBox, che permette di virutalizzare un sistema operativo in modo tale da poterlo usare senza compromettere la sicurezza del pc reale.
Mi sono arrivate parecchie e-mail dai lettori dove venivano esplicitamente richieste guide su come installare vari sistemi operativi su questa macchina virtuale, poichè la vera difficoltà stava in questo. Perciò in questa settimana (e un po’ della prossima) scriverò guide riguardo la virtualizzazione di alcune distribuzioni linux, poichè Windows (che sia Xp o Vista) lo possedete tutti immagino. Comincerò dalla distribuzione su cui si basa Ubuntu, cioè Debian.
Non mi fermerò in modo particolare su ogni passaggio, poichè la procedura è immediata e non richiede molte spiegazioni. Cominciate col creare una macchina virtuale e fare tutto ciò che occorre fare prima di virtualizzare un sistema, come spiegato in quest’articolo. Fatto ciò cominciamo la vera procedura d’installazione.
Il grub è un software che Ubuntu, al termine della sua installazione, utilizza per farvi scegliere all’avvio del computer quale sistema operativo utulizzare. Di default dopo 9 secondi di attesa senza aver premuto alcun tasto viene avviato Ubuntu in modalità normale. Ovviamente tutto ciò è personalizzabile, basterà eseguire qualche passaggio per scegliere quale sistema operativo far partire in automatico e il tempo di attesa per l’avvio del sistema senza premere alcun tasto.
Per eseguire questa procedura abbiamo bisogno soltanto di 2 cose: i privilegi di amminstratore (root) nell’utente che stiamo usando e un editor di testo per modificare alcuni file che serviranno ad apportare cambiamenti al grub. In questa guida userò come editor gedit, ma voi siete liberi di usare quello che più vi piace.
Proprio nel post precedente ho parlato di come installare sistemi operativi senza correre alcun rischio, grazie all’ausilio di un software che permette la virtualizzazione di un vero e proprio computer semplicemente sfruttando una piccola parte del vostro hard disk. Questa volta invece vi voglio illustrare il metodo per riparare ad uno dei problemi che potrebbe portare l’installazione di un sistema operativo, in questo caso ubuntu.
In realtà non è il sistema operativo in se che reca problemi al pc, bensì un software che viene installato per gestire entrambi in dualboot, cioè per poter scegliere all’avvio del pc quale sistema operativo usare, il grub. Questo crea, appunto, una lista all’avvio del pc dove sono presenti i sistemi operativi avviabili. Questo, delle volte, si va a sovrapporre allo MBR di Windows Vista, quindi alla cancellazione del sistema operativo aggiunto, Ubuntu, non si avrà più la possibilità di avviare Windows Vista. Fortunatamente possiamo riparare lo MBR grazie a questa semplice procedura.
Per esperienza so che smanettare (anche) con il computer delle volte può essere molto pericoloso, ad esempio quando si va a creare una partizione, a formattare un disco, ad installare un sistema operativo, e si corre il rischio di compromettere tutto e di dover dire addio a parecchi dati. Questo fatto impedisce a moltissimi utenti di godersi molti privilegi, come, appunto, quello di provare nuovi sistemi operativi.
L’anno scorso, quando uscì Windows Vista in Italia, molti si mobilitarono per scrivere guide complesse su come installare entrambi i sistemi operativi sullo stesso comptuer e per scegliere all’avvio quale dei due si preferisse avviare. Ovviamente la procedura d’installazione di Windows non è molto difficile e spesso non è necessario eseguirla poichè viene acquistato con il computer. Oggi vi voglio illustrare un modo semplice ed efficente per usare qualsiasi sistema operativo senza rischio di perdite dati e senza dover eseguire complicate procedure per installarlo.
Per questo scopo abbiamo bisogno di una macchina virtuale, cioè un computer creato all’interno del nostro, semplicemente con l’ausilio di un programma, Innotek VirtualBox. Naturalmente i software per la virtualizzazione sono moltissimi, vi presento questo perché facile da usare, multipiattaforma e molto usato, quindi sarà più possibile trovare aiuto on-line. E’ ora di cominciare la guida per la virtualizzazione di un sistema operativo.
Fino a poco tempo fa il mio sogno era quello di poter gestire questo server direttamente da un cartella nel mio computer, senza dover aprire continuamente un client ftp e scaricare o caricare files. Non pensavo fosse possibile invece mi sono ricreduto leggendo IntiLinux.
Grazie a questo semplice programma per linux è possibile gestire i files dei propri siti web direttamente da una cartella in locale, scrivendo una semplice riga da terminale. Vediamo come farlo funzionare.

Vi sarete chiesti anche voi qualche volta se ci sia un modo per guardarsi comodamente davanti al proprio pc i più famosi canali italiani, come Italia 1 o Rai 2 e via dicendo… Beh oggi un modo c’è! Sto parlando di StreamerOne, ottimo programma di streaming che ora permette anche di visualizzare i più famosi canali Italiani direttamente in streaming sul monitor del proprio computer.

Lo splash screen all’avvio di Ubuntu è quella schermata di caricamento che all’avvio fa crescere una striscia arancione sotto il logo di Ubutu, mentre allo spegnimento decresce, simile alla tipica schermata di caricamento iniziale di Windows. Potrebbe capitare però che questa schermata non venga visualizzata per un errore nella configurazione di Ubuntu, spesso questo fatto avviene durante l’installazione di questa distro.
Rimediare a tale sfortuna è molto facile e non richiede passaggi ardui, vediamo come fare.
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